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Un po' di storia

Come è nata la biblioteca "Ezio Raimondi"
Frontespizio del Vocabolario etimologico italiano, una delle opere più note di Francesco Zambaldi (Città di Castello, 1889)
Il timbro ad inchiostro posto sui volumi della biblioteca appartenuta a Carlo Calcaterra.
Ex Libris Silvio Abbadessa apposto durante la ricognizione inventariale del 1977, 2017 (Archivio Ficlit)
Timbro inventario dell'Istituto di Discipline Filologiche della Facoltà di Magistero, anni '70 (Archivio Ficlit)
Timbro inventario dell'Istituto di Letteratura Italiana della Facoltà di Lettere, anni '70 (Archivio Ficlit)
Foto di Fiorenzo Forti, anni '50 (Archivio Ficlit)
Foto di Guido Guglielmi, anni '70 (Fonte Internet)
Le nuove sale di lettura al primo piano, 2004 (Archivio Ficlit)
La dispozione degli spazi della biblioteca sui quattro piani dell'edificio di via Zamboni 32, 2010 (Arhivio Ficlit)
La sale di lettura intitolata a Carlo Calcaterra al primo piano, 2013 (Archivio Ficlit - Copyright Università di Bologna)
Foto di Ezio Raimondi nel suo studio domestico, anni 2000 (di Monica Silva, pubblicata in E. Raimondi, Le voci dei libri, Bologna, il Mulino, 2012)
Ex Libris Ezio Raimondi apposto all'arrivo in biblioteca, 2014 (Archivio Ficlit)
Foto di Clemente Mazzotta, 2005 (Archivio Ficlit)
Ex Libris di Clemente Mazzotta, 2016 (Archivio Ficlit)
Foto di Luigi Bernardi, anni 2000 (Fonte Internet)
Foto di Fabrizio Frasnedi, 2014 (Fonte Internet)
Ex Libris di Maria Gioia Tavoni, 2017 (Archivio Ficlit)

1. Lettere e Magistero: le raccolte librarie degli Istituti
2. L'accorpamento nei Dipartimenti
3. Le biblioteche riunite
4. La biblioteca "Ezio Raimondi"

1. Lettere e Magistero: le raccolte librarie degli Istituti

Si intende dare qui sintetici cenni dei principali momenti di vita della biblioteca, soprattutto in ragione dell'ampliamento del suo patrimonio,

Seguendo le vicende occorse a Facoltà e Scuola* si sono rinvenute numerose notizie sui nuclei bibliografici più antichi e sulla storia di quella che oggi è la Biblioteca "Ezio Raimondi" del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica. Altre informazioni sono state desunte dai verbali dei Consigli del Dipartimento e dalla documentazione dell'Archivio storico d'Ateneo.

Nel 1859, a Bologna come in altri Atenei, venne ufficialmente riconosciuta la Facoltà di Filosofia e Filologia (poi, dall'a.a. 1868-89 Lettere e Filosofia), quella di Medicina e Chirurgia, di Teologia, di Giurisprudenza e di Matematica.
Tra i primi docenti in materie letterarie si annoverarono Giosue Carducci per la Letteratura italiana, Gaetano Pelliccioni (Preside di Facoltà nell'a.a. 1875-76) per la Letteratura greca, Emilio Teza per la Letteratura moderna comparata.
Nel 1875 venne poi istitutita, presso la Facoltà, la Scuola di Magistero per la formazione degli insegnanti di scuola secondaria. In questa cornice nascono i primi nuclei delle raccolte che oggi costituiscono la Biblioteca "Ezio Raimondi".

Se una vera data di fondazione della nostra biblioteca non può essere individuata prima degli anni '50, già negli ultimi decenni del XIX secolo si ebbero alcuni interessanti interventi a favore di dotazioni librarie poi confluite nella "Ezio Raimondi", segnalati nei verbali del Consiglio di Facoltà. I due principali furono:

  • nel 1878 le tre sezioni della Scuola di Magistero (Filologica, Storica e Filosofica) vennero dotate di volumi ad uso dei docenti e degli studenti;
  • nel 1881, con il contributo ministeriale di 1.500 lire, si finanziò una dotazione di libri per la sola sezione Filologica.

E infatti tra il materiale più antico della sala di consultazione, possiamo ancora oggi rinvenire alcuni libri con il timbro della sezione Filologica, a buon diritto il nucleo più antico della nostra biblioteca, ridotto oggi a poche decine di unità bibliografiche. Infatti, mentre sia la Facoltà di Lettere sia la Scuola di Magistero costituirono una propria biblioteca centrale, i vari Istituti e Sezioni, in cui esse erano organizzate, implementarono autonomamente le proprie raccolte specialistiche confluite nelle biblioteche di Dipartimento e poi nella "Ezio Raimondi".

Alla prima metà del XX secolo risalgono anche i primi archivi culturali**, tra cui quelli di:

  • Gaetano Pellliccioni (1818-1892): il suo fondo bibliografico ammonta a circa 500 volumi, tra i quali una cospicua dotazione di libri antichi, oggi conservati nel fondo PEL;
  • Giuseppe Albini (1863-1933): i circa 200 volumi a lui appartenuti fanno parte delle collocazioni a scaffale aperto della Sezione di Filologia Classica;
  • Goffredo Coppola (1898-1945): il suo fondo bibliografico fu acquisito nel 1948 dalla Facoltà; costituito da circa 900 volumi oggi è parte delle collocazioni a scaffale aperto della Sezione di Filologia Classica;
  • Francesco Zambaldi (1837-1928): il centinaio di libri pubblicati tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento sono collocati nella sezione Z. e costituiscono il primo archivio culturale conservato nella Sezione di Filologia Classica.

Nel dopoguerra e soprattutto negli anni '50 la Facoltà subì un'ampia riorganizzazione: sia Magistero sia Lingue e Letterature straniere divennero Facoltà e quindi strutture autonome. Inoltre, nel 1956, il Consiglio di Amministrazione d'Ateneo, accogliendo la proposta della Facoltà, assegnò al nuovo Istituto di Lettere italiane tre stanze dello stabile in affitto di via Zamboni 16. Questo trasferimento segna anche l'ufficiale nascita della Sezione di Italianistica della Biblioteca, dal momento che la Facoltà acquisì per l'Istituto la biblioteca domestica di

  • Carlo Calcaterra (1884-1952), docente di Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere dal 1936 alla sua scomparsa. Il fondo, tra i più consultati della Biblioteca, consta di circa 11.000 volumi e di una vasta raccolta di fascicoli di riviste del primo '900. Nella nuova sede di via Zamboni, a ricordo di Calcaterra, gli è stata intitolata la sala di lettura principale.

Ad essa dovette seguire anche la donazione della raccolta dantesca appartenuta a:

  • Sivlio Abbadessa (1915-?): docente di letteratura italiana fiorentino, collezionò edizioni della Divina Commedia anche rare e di pregio, poi donate dagli eredi negli anni '70 come si rinviene dall'ex-libris apposto sui volumi durante la ricognizione del 1977.

La sistemazione dell'Istituto in Zamboni 16 era, però, provvisoria, dal momento che l'Ateneo intendeva riunire nei palazzi vicino a Piazza Verdi e al Teatro COmunale tutte le strutture di Lettere: nei primi anni '60 sembrava imminente, infatti, il trasferimento nello stabile al numero 38. La sede, infatti, fu inaugurata nel 1965 ma i tre grandi Istituti della Facoltà, Lettere italiane, Filologia classica e Glottologia, non vi si trasferirono: ancora nel 1977, a margine dei gravi avvenimenti di marzo, la Facoltà rimandò di  concentrarli nell'ala sinistra degli stabili di via Zamboni, tra i civici 32 e 38, per mancanza di spazi sufficienti.

2. L'accorpamento nei Dipartimenti

All'inizio degli anni '80, con la riforma universitaria, gli Istituti lasciarono il posto ai Dipartimenti, creati, all'interno della sperimentazione organizzativa e didattica, come "organizzazioni di uno o più settori di ricerca, omogenei per fini o per metodo, e dei relativi insegnamenti anche afferenti a più facoltà o più corsi di laurea". A Lettere furono così, tra gli altri, fondati:

  • il Dipartimento di Filologia Classica e Medievale (primo marzo 1983) che riuniva l'Istituto di Filologia Classica e Medioevale della Facoltà di Lettere e Filosofia e l'Istituto di Filologia Latina e Medioevale della Facoltà di Magistero;
  • il Dipartimento di Italianistica (primo aprile 1983) che riuniva l'Istituto di Lettere Italiane della Facoltà di Lettere e Filosofia e l'Istituto di Filologia Moderna della Facoltà di Magistero.

Entrambe le strutture trovarono una nuova sede nel complesso di edifici di via Zamboni, al civico 32, rispettivamente al terzo e primo piano, dove ancora oggi si trovano insieme con le loro biblioteche. La nuova sistemazione delle dotazioni librarie fu determinata dagli spazi a disposizione, e diede vita a due biblioteche concettualmente molto diverse.

  • La biblioteca di Filologia Classica e Medievale coincideva con gli spazi del Dipartimento: nelle tre sale di lettura e nei corridoi dove si aprivano gli studi dei docenti, si conservava tutta la documentazione libraria, compresi periodici, fondi rari e antichi, depositati in armadi con serratura. Libri e riviste, quindi, si trovavano in massima parte a scaffale aperto e potevano essere consultati senza la mediazione dei bibliotecari.
  • La biblioteca di Italianistica, al contrario, fu pensata come luogo autonomo rispetto al resto del Dipartimento: una sola grande sala di lettura con ballatoio a due piani costituiva lo spazio destinato alle collezioni a scaffale aperto, di consultazione, mentre il resto delle collezioni vennero collocate in un ampio deposito seminterrato dotato di un funzionale montacarichi per il reperimento del materiale.

I nuovi Dipartimenti ereditarono, naturalmente, le raccolte degli Istituti preesistenti e le riorganizzarono per renderle fruibili ai propri utenti cercando, comunque, di preservare la memoria dell'origine del patrimonio: le nuomerose serie inventariali, tra l'altroo, testimoniano la stratificazione del patrimonio nei vari cambi istituzionali e aiutano ad individuare i nuclei più antichi. Troviamo ancora oggi:

  • 65V e 65N: serie dei due Istituti di Filologia Classica e Medievale; FC: serie del Dipartimento di Filologia Classica e Medievale
  • LIV e FMV: serie dei due Istituti di Lettere e Filologia Moderna; ITA: serie del Dipartimento di Italianistica

Furono intanto acquisiti nuovi archivi culturali, di studiosi e docenti dell'Ateneo, ma non solo. Tra i tanti sono da segnalare le biblioteche appartenute a:

  • Fiorenzo Forti (1911-1980): raccolta donata dagli eredi e fortemente connotata dai segni di lettura del proprio possessore, docente di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Italianistica;
  • Enrico Maria Fusco (1886-1984?): raccolta del professore di lettere italiane e latine, data in comodato dagli eredi nel 1984, per vent'anni rinnovabili. Ciò al fine di "soddisfare il desiderio del professor Fusco di mettere a disposizione degli studiosi e della comunità il considerevole patrimonio da lui raccolto in anni di studio ed attività di critico, poeta, saggista e docente di Liceo";
  • Elio Pasoli (1927-1979): raccolta preziosa di testi e studi su lingua e letteratura latina e greca, di cui Pasoli fu docente, oltre che Direttore del Dipartimento di Filologia Classica e Medievale e a cui è intitolata una delle sale di lettura del terzo piano.

Alla fine degli anni '80 risale anche l'acquisto, da parte dell'Istituto regionale per i beni culturali (Ibc), di tutta la documentazione appartenuta allo scrittore e critico bolognese

  • Giuseppe Raimondi (1898-1985), destinata al Dipartimento di Italianistica, in virtù della convenzione tra Regione e Università per il «potenziamento e la valorizzazione delle Biblioteche e delle raccolte documentarie dell'Ateneo».

Occorsero quasi dieci anni perché il corpus giungesse a destinazione, sia per attendere alla redazione, da parte dell'Istituto, di inventari e cataloghi, rigorosamente rispettosi della fisionomia originaria della collezione, sia per completare i lavori di ristrutturazione e ampliamento della biblioteca che li avrebbe conservati. Nel maggio del 1996, infine, tutto fu pronto e le due giornate di Convegno Giuseppe Raimondi: carte, libri, dialoghi intellettuali festeggiarono l'arrivo dell'archivio culturale all'Università. Altri fondi si aggiunsero alla fine degli anni '90, tra cui quelli di:

  • Gancarlo Mazzacurati (1936-1995), docente di Letteratura italiana a Napoli e a Pisa, la cui biblioteca fu data dagli eredi in comodato gratuito nel 1998, per vent'anni rinnovabili;
  • Carmine Jannaco (1913-1980), docente di Letteratura italiana all'Università di Firenze, il cui archivio culturale fu acquistato nel 1999. La biblioteca è stata catalogata, mentre l'archivio, in parte ordinato, è privo di strumenti di corredo.

Fu inoltre acquistato, in più riprese tra il 1999 e il 2007, la biblioteca raccolta specialistica appartenuta a

  • Pasquale Papa (1860-1937), poeta e letterato campano, che raccolse qualche cimelio e circa 500 edizioni antiche e di pregio di opere di e su Carducci e Pascoli.

Il fondo, oltre al particolare valore, si legava strettamente, tra l'altro, all'unico nucleo manoscritto antico della Sezione di Italianistica: i quaderni di

  • Ugo Brilli (1850-1925), allievo di Carducci e compagno di studi di Giovanni Pascoli e Severino Ferrari.

Altro fondo archivistico di pregio venne acquisito, per dono degli eredi, nel 2004 insieme con una piccola raccolta libraria: si trattava delle carte di

  • Sabatino Lopez (1867-1951), drammaturgo e critico letterario, legato a Bologna perché vi insegnò e debuttò come autore teatrale. Il suo archivio culturale, composto dal fondo archivistico e da una parte della sua biblioteca, si compone di opere e carte inerenti al teatro, all'attività di scrittore e di Direttore della Società degli Autori. Il materiale bibliografico è catalogato, quello archivistico è ordinato e ha a corredo un inventario cartaceo sommario.

Negli stessi anni avvengono altri lasciti importanti: le raccolte librarie di

  • Guido Gugliemi (1930-2002), docente di Letteratura italiana contemporanea a Bologna, la cui biblioteca è stata donata nel 2004;
  • don Paolo Serra-Zanetti (1932-2004), docente di Letteratura cristiana antica presso il Dipartimento di Filologia Classica e Medievale, la cui mirabile biblioteca venne donata l'anno successivo.

Nel 2008, a dieci anni dalla scomparsa dello studioso, solo stati acquistati biblioteca e archivio di

  • Piero Camporesi (1926-1997), docente di Letteratura Italiana del Dipartimento di Italianistica. La biblioteca è particolarmente importante per la presenza di edizioni antiche e rare di grande valore, l'archivio di documenti preziosi per ricostruire il percorso intellettuale e di ricerca dello studioso.

3. Le biblioteche riunite

Nuovi spazi, oltre che nuove collezioni, furono concessi ai due Dipartimenti nel 2005 in seguito al trasferimento della Facoltà di Scienze della Formazione (nata nel 1995 come trasformazione di Magistero) nel plesso di via Filippo Re 6. Questo permise anche alle biblioteche di ampliare i depositi e le sale lettura, acquisendo alcuni locali adiacenti a quelli storici e appartenenti ad altri Dipartimenti dell'area Zamboni. Al terzo piano, ad esempio, la Biblioteca del Dipartimento di Filologia Classica e Medievale potè usufruire di tre nuove sale di lettura, vicine alla sala B, mentre quella di Italianistica quasi raddoppiò il proprio deposito seminterrato con locali prima appartenuti alla BDU, che, a seguito del trasferimento di Scienze della Formazione, guadagnò, a sua volta, nuovi spazi di magazzino.

Dopo quasi vent'anni dal'ultimo cambio istituzionale, con la riforma universitaria Gelmini del 2010, l'Ateneo e le sue strutture hanno subito una nuova riorganizzazione. Dal primo aprile 2011 il Dipartimento di Filologia Classica e Medievale e il Dipartimento di Italianistica sono confluite nel nuovo Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica e, di conseguenza, le loro biblioteche si sono fuse. Se l'accorpamento è stato possibile sulle collezioni e sui servizi, gli spazi delle biblioteche non sono cambiati: i punti di accesso e le sale di lettura sono rimasti, ancora oggi, pressoché invariati. Nel rispetto della struttura e della vocazione delle due biblioteche, le due nuove Sezioni dell'unica biblitoeca hanno mantenuto gli spazi e la fisionomia precedente.

Al terzo piano, la Sezione di Filologia Classica è rimasta prevalentemente a scaffale aperto, sebbene si sia cercato di organizzare il materiale bibliografico in modo da essere tutto contenuto nelle sale di lettura e di trasferire i fondi rari e di pregio nel deposito seminterrato, insieme con le collezioni di Italianistica, L'arrivo di parte del patrimonio dell'ex Dipartimento di Glottologia, corrispondente ad alcune collocazioni di Linguistica, ha reso necessario attrezzare anche l'Aula II con materiale librario di consultazione per i docenti di Linguistica afferenti al nuovo Dipartimento, Le riviste, anch'esse provenienti da Glottologia e destinate a Filologia Classica e Italianistica, attendono l'imminente trasferimento per completare il patrimonio di quest'area disciplinare.

Al primo piano, la Sezione di Italianistica non ha subito sostanziali trasformazioni nelle sale di lettura, ma ha acquisito due nuovi locali 'esterni' di pertinenza del Dipartimento, sempre al medesimo pinano dello stabile, oggi utilizzati per i servizi di fotoripoduzione e di consultazione microforme.

Con questo nuovo assetto, andato a regime nei primi mesi dell'anno successivo, la biblioteca si presentava, nella relazione allegata al bilancio consuntivo del 2012, con numeri ragguardevoli:

  • una superficie di 2.300 mq, dei quali circa 1.000 accessibile al pubblico e attrezzata con 9 km di scaffali;
  • oltre 180.000 volumi (oggi 280.000);
  • poco meno di 1.400 testate di periodici, dei quali oltre 500 correnti;
  • 235 posti di lettura in sale climatizzate e attrezzate con postazioni informatiche (oggi 250);
  • una richiesta media, tra prestiti e consultazioni, di circa 16.000 movimentazioni all'anno (oggi 18.000);
  • 400 utenti in media al giorno

4. La biblioteca "Ezio Raimondi"

Il primo dicembre 2014, a seguito della donazione della grande biblioteca personale del prof.

  • Ezio Raimondi (1924-2014), docente di Letteratura italiana e già, tra l'altro, Direttore del Dipartimento di Italianistica, la biblioteca è stata intestata all'illustre professore.

L'arrivo di oltre 1.000 scatole di materiale documentario e bibliografico, contenenti approssivamente oltre 60.000 volumi appartenute al Professore, ha reso necessario una nuova organizzazione di spazi e di lavoro per attendere alla catalogazione e conservazione dell'imponente archivio culturale. Sebbene si sia ottenuta la collaborazione dell'Ufficio Catalogazione del Sisitema biblitoecario d'Ateneo, le operazioni, al 2017, non sono anocra concluse, anche per la necessità di attendere, nel frattempo, al trattamento di altri fondi giunti nell stesso torno d'anni. Tra questi ricordiamo la biblioteca di:

  • Maria Gioia Tavoni (classe 1939), docente di Biblioteconomia, Bibliografia e Archivistica, la quale ha deciso di donare parte delle propria ricchissima biblioteca personale nel 2012;
  • Emilio Pasquini (classe 1935), docente di Letteratura italiana presso il Dipartimento che, nel 2012, ha deciso di donare l'intera raccolta di estratti e opuscoli collezioni da lui durante tutta la vita di studi;
  • Alberto Bertoni (classe 1955), docente di Letteratura italiana contemporanea, attualmente ordinario presso il Dipartimento, che dal 2013 arricchisce il proprio fondo di testi e studi letterari;
  • Clemente Mazzotta (1942-2006), filologo del Dipartimento di Italianistica, la cui raccolta è stata donata dalle eredi tra il 2013 e il 2016;
  • Fabrizio Mugnaini (classe 1961) che nell'ccasione della mostra Un sottobosco di parole e immagini, nel 2014, ha donato un esemplare di tutte le edizioni Luna e Gufo;
  • Luigi Bernardi (1953-2013), editore e scrittore bolognese, possessore di una ampia raccolta specializzata in fumetti, letteratura italiana contemporanea e romanzi gialli, giunta tra il 2015 e il 2016 per volontà del figlio Marco;
  • Silvio Ramat (nato nel 1939), che ha voluto, in vita, donare alla biblitoeca, nel 2015, parte della sua raccolta privata di ambito letterario;
  • Italo Mariotti (1928-2014), docente di Filologia greco-latina, la cui raccolta è stata donata dagli eredi nel 2015;
  • Fabrizio Frasnedi (1944-2015), ordinario di Lingua e Linguistica Italiana, di Lingua e Cultura italiana e di Didattica dell'italiano, la cui biblioteca, ricchissima di studi linguistici ma anche di storia e testi teatrali, è stata donata nel 2016;
  • Rodolfo Carati (1945-2014), bancario appassionato di letteratura, storia e filosofia, che ha lasicato la propria biblitoeca, per testamento, al Dipartimento, aa cui è pervenuta nel 2017.

La biblioteca di Ezio Raimondi e le altre nuove raccolte hanno aumentato notevolmente il patrimonio della biblioteca che ha raggiunto, nel 2017, i 280.000 volumi, per la maggior parte già catalogati. La maggiore sensibiltà verso le raccolte ha, inoltre, portato a varie attività di valorizzazione dei fondi, come mostre bibliografiche, assegnazioni di tesi di laurea e di dottorato per lo studio degli archivi culturali, pubblicazioni di atti di Convegni sugli studiosi-possessori di tali nuclei bibliografici e archivistici.

Il 2017 ha visto un ralletamento delle operazioni causato da una serie di eventi imrevisti: innanzitutto i lavori di adeguamento dello stabile al nuovo Piano di Prevenzione Incendi, che ha reso impraticabile le collezioni depositate nel seminterrato per oltre sei mesi; secondariamente i frequenti allagamenti che, pur non causando danni alla documentazione, hanno necessitato di lavori straordinari gravosi al fine di mettere in sicurezza libri e riviste, in attesa del risanamento dei locali.

 

 

* Cfr. La Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna. Cronologia e storia per immagini (1860-2010), a cura di Carla Giovannini (Bologna, BUP, 2012).

** 'Archivio culturale' è un'espressione cara a Luigi Crocetti e oggi comunemente usata per definire quelle collezioni di libri, carte, oggetti, ecc., coese e spesso multiformi, raccolte da persone o personalità durante la propria vita professionale, artistica, scientifica o, semplicemente, per passione e poi cedute a enti pubblici o privati per conservarne e valorizzarne la funzione di memoria personale e collettiva.

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Contatti

Biblioteca "Ezio Raimondi" del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica

via Zamboni, 32

40126 - Bologna

tel: 051.20.98.558 / 518

fax: 051.20.98.589

Orari di apertura
Lun.-Ven.: 9,00-18,30