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Un sottobosco di parole e immagini: le edizioni Luna e Gufo

Mostra bibliografica organizzata nell'ambito dell'iniziativa ArteLibro 2013 "Le biblioteche dell'Ateneo si mostrano" (18 settembre-17 ottobre 2014)
L'immagine utilizzata per la mostra, 2014 (Archivio Ficlit)
Tutte le collane Luna e Gufo, 2014 (Archivio Fclit)
Esempi della collana "Quadrotto", 2014 (Archivio Ficlit)
Prove di stampa delle illustrazioni per la minuscola collana "Insetti", 2014 (Archivio Ficlit)
La collana "Conchiglie" nata dalla collaborazione tra Fabrizio Mugnaini e Gaetano Bevilacqua, 2014 (Archivio Ficlit)
Mantello nero focato (Scandicci, Mugnaini, 2007) e alcune illustrazioni di Luciano Ragazzino per gli esemplari dell'edizione, 2014 (Archivio Ficlit)
Un particolare dell'allestimento, 2014 (Archivio Ficlit)

da Presentazione

di Maria Gioia Tavoni

[...]

Cercherò di percorrere a grandi tratti la vocazione editoriale e l’elitaria inclinazione artistica che si possono cogliere fin dall’arredo della casa, dove [Fabrizio Mugnaini] e la moglie Daniela vivono con l’unico figlio, e in cui hanno luogo vari passaggi di creazione dei libretti di Luna e Gufo, anche se fra le mura domestiche non avviene tutto il  ciclo produttivo.

La casa, specchio dei due intellettuali che la abitano, è infatti un luogo di delizie: mobili e arredi design si intrecciano con sculture appoggiate su tavoli o su trespoli e con quadri alle pareti dei massimi esponenti dell’arte contemporanea. Ma ciò che attrae e  colpisce particolarmente è una collezione davvero singolare posta su due mensole dalle quali occhieggiano oltre un centinaio di gufi in ceramica di varie dimensioni e colori con al di sopra, spesso sospesi, quarti di luna come a dire, secondo l’interpretazione ispirata di Simonetta Melani, che: “Il gufo, simbolo della saggezza, si sposa alla luna, simbolo del mistero e della poesia. Il Gufo e la Luna. Fabrizio e Daniela”, per poi chiudere icasticamente con: “E tutto torna”.

E che tutto torni è ampiamente provato dalla storia di questo microeditore, o meglio ancora di questo operatore della stampa di grande qualità, che abbiamo sentito il bisogno di conoscere meglio affidandoci a pagine a stampa e online ed entrando con prepotenza ma soprattutto con meraviglia in molte sue opere.

Dal connubio culturale fra lui e la moglie ha avuto dunque origine la dinamicità con cui Fabrizio si è imposto a livello nazionale e non solo, oltre a consentirgli di mettere a frutto anche  un’esperienza che lo ha particolarmente coinvolto: la conoscenza, attraverso i suoi libri, di un personaggio che gli ha segnato la vita in modo indelebile. Mi riferisco all’incontro letterario con Luigi Bartolini, il poliedrico artista marchigiano, nato a Cupramontana nel 1892 e deceduto nel 1963, di cui è ricorso il cinquantenario della morte celebrata l’anno scorso con la mostra di opere di giovani incisori, allestita presso il Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano. E non è un caso che proprio la città di Fabriano, unitamente alla città natale dell’artista, si sia proposta in quella occasione di dedicare il prossimo anno una retrospettiva alle acquaforti di Bartolini, artista che oggi svetta ed è considerato  fra i migliori incisori del Novecento, additato anche come molto vicino alle qualità sia tecniche sia poetiche di Morandi.

Ma al tempo in cui Fabrizio si immerge per la prima volta nella lettura di un suo scritto, Bartolini era conosciuto dal grande pubblico soprattutto per aver ispirato con un suo libro, Ladri di biciclette, il celeberrimo film neorealistico dall’omonimo titolo, film girato e diretto da De Sica nel 1948, e sceneggiato in gran parte da Zavattini.

Fabrizio resta invece subito incantato da questa forte personalità che incomincia a studiare, apprezzando tutto il suo mondo e divenendone uno dei massimi conoscitori e collezionisti, grazie anche alla rete di relazioni e amicizie che riesce a stabilire con chi gli è stato vicino e ha avuto con lui importanti carteggi. Si immergerà nella ricerca dei libri, delle edizioni e di tutte le traduzioni in vari Paesi del mondo del romanzo più conosciuto di Bartolini, Ladri di biciclette – a sua volta tributario del film per il grande successo ottenuto anche all’estero – inseguendoli con passione e metodo, e arriverà ad allestire e pubblicare la bibliografia delle opere del suo autore preferito. E sebbene non riesca a seguire alla lettera nella sua bibliografia, data alle stampe, i canoni di descrizione imposti dalle auctoritates del settore, Mugnaini la rende comunque molto appetita: la arricchisce infatti di molti inediti, foto, missive e inserti vari facendola diventare un prezioso dono offerto da chi ha saputo amare e soprattutto è riuscito, prima di molti altri, a riconoscere la statura di un grande artista del Novecento. (Laboratorio di carta. Bibliografia degli scritti apparsi in volume di Luigi Bartolini, a cura di F. Mugnaini: Comune di Cupramontana, Cupramontana, 2007).

L’ importante traguardo Mugnaini lo raggiunge dopo tappe forzate, che gli hanno permesso di arricchire il bagaglio di conoscenze e di mettere in cantiere il proprio ambizioso progetto.

Alcune di queste tappe, da noi ripercorse, sono fra le più significative quanto alla nascita dei suoi fascinosi libretti.

Sempre alla ricerca in ogni dove di volumi e notizie su Bartolini, Fabrizio, approda infatti, sul finire degli anni settanta del Novecento, alla libreria antiquaria Palmaverde di Bologna e fa la conoscenza di Roberto Roversi, l’intellettuale di punta bolognese che ha attraversato le avanguardie e ha sempre guardato lontano, imponendosi come poeta, saggista ed editore pure di un volume dell’artista marchigiano, ovvero Contropelo alla vostra barba, uscito nel 1953. Roversi spalanca a Mugnani le porte dell’arte e della letteratura per poi divenire, nonostante la nota ritrosia, anche un autore del  suo catalogo . Ma  Roversi non sarà l’unico suo mentore.

Altri lo aiutano nelle ricerche donandogli perfino la corrispondenza che ebbero con Bartolini. Brenno Bucciarelli, anch’egli marchigiano, editore di alcune opere con incisioni originali del cuprense dall’ innegabile fascino, le quali nell’essere affidate a tipografie commerciali, rivelano tuttavia una non eccelsa qualità di stampa, fu fra i primi ad agevolare Mugnaini donandogli il proprio carteggio intercorso con l’artista-letterato. Bucciarelli nutrì infatti per Bartolini profonda stima e fu in rapporto con lui fino alla sua morte.

Piano piano anche in Mugnaini si fa pertanto strada il desiderio di dedicarsi all’editoria, con l’aspirazione in particolare a una produzione di nicchia, soprattutto di pregio, dove mettere in scena il connubio parola e immagine, assorbendo e facendo propria la lezione dei maggiori che lo hanno preceduto.

Il progetto, che prenderà l’avvio nel 1992, è già più che in nuce quando Fabrizio nel 1986 si reca a Pisa,  per un ulteriore incontro: quello con Arrigo Bugiani. La conoscenza con l'intraprendente intellettuale toscano diviene decisiva e finisce col permettergli di saldare definitivamente entrambe le due passioni, quella artistica e quella letteraria, inseguite fin da giovane, ma maturate soprattutto a seguito della sua immersione in tutta l’opera di Bartolini.

[...] Bugiani diviene per Mugnaini il più importante modello da seguire. Il suo piano editoriale avrà infatti molti punti in comune con quanto era andato facendo l’editore toscano, come mettere a frutto il giro di amicizie e conoscenze che anche Fabrizio era riuscito a costruire. Bugiani, oltre a spronarlo e dargli importanti suggerimenti, finirà col trasferirgli pure la propria fitta cerchia di relazioni con poeti e artisti non solo italiani. Sarà poi Mugnaini ad ampliarla e ad entrare direttamente in contatto con disegnatori, incisori, acquerellisti, poeti, saggisti, letterati vari, scelti nel gotha nazionale ed internazionale.

Il passo è ormai fatto e, dal 1992 al 2005, Mugnaini insegue arte e letteratura per farne i capisaldi della sua produzione, contenuta quanto a tiratura, perché impreziosita da mille accorgimenti estetico-editoriali. È così che le sue plaquette si imporranno per essere il più delle volte pubblicazioni di inediti anche di grandi scrittori, fusi con inedite espressioni di artisti di grido; ed è così che Fabrizio si inventa un modo per far conoscere autori e artisti mettendoli entrambi parigrado in testa sia nella coperta sia nel frontespizio.

"Non bevo, non fumo e non gioco ai cavalli, alcune volte mi concedo il lusso di stampare alcuni libretti". Ecco il motto che era solito dire Bugiani e con il quale pure Mugnaini, ricordando il suo maggiore ispiratore, apostrofa tutti coloro che lo vanno a trovare nella sua bella casa di Scandicci.

Anche per Mugnaini, infatti, stampare i propri “libretti” rappresenta il maggior ‘vizio’ che si concede e, il non metterli in commercio, la cifra che lo vuole un editore sui generis, paragonabile a pochi altri nel contesto del nostro paese. Il suo è sempre stato un gioco, un diletto, una travolgente passione.

La gratuità con cui distribuisce le opere fatte stampare da editori che lavorano ancora artigianalmente e da lui stesso impreziosite con la legatura, sono frutto di scelte felici sul piano sia artistico sia letterario, a parte pochissime eccezioni. Questo suo modo di lavorare e di procedere alla distribuzione dei suoi manifuatti, ha fatto dire recentemente che con Mugnaini ci si trova di fronte ad un vero e proprio “mecenate”  le cui stampe “fuori commercio” sono ambite da numerosi collezionisti (B. Sghiavetta, M.G. Tavoni, Guida per bibliofili affamati: Bologna, Pendragon, 2014).

E sebbene siano ormai molti anni che dalla fucina di Luna e Gufo non escano più mirabilia, il futuro di Mugnaini è ancora all'insegna della microeditoria, senza darsi tuttavia scadenze troppo ravvicinate o programmi eccessivamente assillanti: proprio in questo momento sta lavorando a una plaquette con cinque poesie di David H. Lawrence, tradotte da Bianca Rosa Demontis e con una tecnica mista di Fulvio Leoncini.

[...]

Non ci è parso pertanto vero che, per condividere il suo fervente microcosmo soprattutto editoriale, premuto dalle nostre forti sollecitazioni, Mugnaini abbia deciso di accettare l’ospitalità, per la sua mostra, del Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Alma Mater Studiorum, in occasione del Festival di Artelibro,  dedicato in questa undicesima edizione proprio al connubio libro e storia dell’arte. E ci è parso un grande segno di liberalità che egli abbia destinato all’istituzione 56 plaquette, ovvero il cuore del suo catalogo.

Questo approdo desideriamo vivamente che rappresenti anche per lui una conquista: Mugnaini dagli spazi di importanti Biblioteche e istituzioni varie è infatti pervenuto anche a quelli di una prestigiosa Università.

Di mostre in Italia e all’estero Mugnaini ne ha fatte tante e riconoscimenti gli sono stati riservati da numerosi e noti critici, ma non ci risulta che avesse ancora avuto offerte da parte di atenei  italiani né stranieri.

Ci auguriamo pertanto che la mostra da noi concepita e voluta ardentemente all’interno di questo Dipartimento, consenta al munifico editore un’ulteriore via per farsi conoscere e apprezzare. Così come auspichiamo che colleghi e amici, i quali potranno ammirare il lavoro artistico delle sue edizioni nelle loro diverse sfaccettature, potendone altresì usufruire per propri studi, ricambino l’omaggio dell’editore-artista con altrettanta generosità, riservandogli parole grate.

Bologna, 29 agosto 2014

Documenti

  • File VideoLunaGufo [29523 KB]
    Una breve carrellata delle opere esposte