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Vedere l'invisibile - Lucrezio nell'arte contemporanea

Mostra bibliografica (28 marzo - 4 maggio 2018)
Il totem della mostra
Paul Landracre, particolare dell'illustrazione del Libro I in P. Landracre, Lucrezio (Los Angeles 1957)
Enrico Baj, Ex libris ispirato al De rerum natura

La mostra rirende parte del percorso espositivo già presentato alla Biblioteca Universitaria, esponendo una selezione di opere di artisti contemporanei, ispirati dal De rerum natura di Lucrezio.

Il De rerum natura espone i principi della filosofia di Epicuro ricorrendo a immagini e metafore che hanno ispirato importanti innovazioni nella cultura visiva, spesso sfuggite all’attenzione degli studiosi. Proprio nel nostro tempo alcune tematiche del De rerum natura – la mortalità della natura, la fragilità della conoscenza e lo spaesamento dell’individuo nel cosmo – sono diventate centrali e non sorprende dunque che siano numerose e originali le voci che hanno tentato di tradurle visivamente.

La visione contemporanea del De rerum natura è declinata attraverso i mezzi espressivi più diversi: il disegno, la pittura, le tecniche di incisione, la scultura, l’arte povera, i video, i film, la musica e la danza. Il percorso espositivo esamina i diversi modi in cui artisti e scrittori hanno reagito alla lettura del poema.

La mostra è il frutto di una intensa attività di ricerca che ha coinvolto latinisti, storici dell’arte, storici della scienza e storici del libro, offrendo così l’occasione di affrontare un progetto interdisciplinare attorno a un tema nuovo e di comune interesse.

Tra le opere esposte:

  • Léopold Lévy (1882-1966): Lucrèce. De la nature, Paris, Galerie Le Nouvel Essor, 1935: il libro V del poema, nella traduzione francese di Alfred Ernout è accompagnato da un eccezionale corredo di incisioni da cui emerge l'influenza esercitata sull'artista dalle avanguardie (Matisse, Delaunay) e dall'impressionismo (Renoir, Cezanne).
  • De rerum natura / On the nature of things by Titus Lucretius Caro, translated into English verse by W.E. Leonard with an introduction of C.E. Bennett, illustrated with wood-engravings by Paul Landacre, Los Angeles, The Limited Edition Club and The Ward Ritchie Press, 1957: edizione di pregio dell’intero poema, con 11 incisioni a due colori di P. Landacre (1893-1936), artista celebre per l’uso sapiente del chiaroscuro, funzionale a teatralizzare le scene illustrate.
  • Camille Paul Josso, Lucrèce. De rerum natura, Paris, (a spese dell'artista), 1950: l'edizione in folio, a fogli sciolti, comprende la traduzione di A. Ernout, e numerosissime incisioni a bulino di C.P. Josso (1902-1986). Le immagini hanno un intento didascalico e un impianto tradizionale, ma con significative aperture al surrealismo e all’arte astratta.
  • Jean Chièze, Lucrèce, De natura rerum, Paris, Club Bibliophile de France, 1958: la raffinata edizione del poema è accompagnata da 19 tavole di J. Chièze (1898-1975), incisore specializzato in scene di ispirazione letteraria.
  • Lucrezio, O prirode veshchej = De rerum natura, traduzione e commento di F. A. Petrovsky, introduzione di V. Asmus, con 6 tavole e copertina di Nikolai Dmitrevski. Academia, Mosca,1936
  • Giorgio Orelli, Tre episodi lucreziani, con sei litografie di Italo Valenti, Milano, Scheiwiller, 1991: i vv. 5,436-445 del De rerum natura hanno ispirato a Italo Valenti (1912-1995) sei litografie che rappresentazione come un’esplosione vitalistica di luce la massa primordiale del caos da cui nascerà il cosmo. Le stesse immagini sono riprodotte in un volumetto in cui i passi lucreziani sono accompagnati dalla traduzione del poeta svizzero G. Orelli (1921-2013).
  • L’opera di Tom Biby e Jonathan Fetter-Vorm, noti anche come “Two Fine Chaps” (un libretto di 7 pagine), è un esempio di raffinata Graphic Novel incentrata sul finale del II libro del De rerum natura, in particolare sul tema della nascita del mondo, e dell’inutile fatica dell’uomo in lotta con la natura. Lo stile delle immagini e della stampa richiamano esplicitamente quello delle edizioni dei secc. XVI/XVII.